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Legno secolare, oro e argento puro. E poi pazienza, precisione, e un sapere antico, costruito nel corso di secoli di storia. Nasce così, dall’incontro di materie nobili e abilità umana, la musica dei Fratelli Patricola, artigiani che da cinquant’anni realizzano clarinetti e oboe suonati dai più grandi musicisti del mondo.

Fondata da Francesco, Pietro e Biagino a Castelnuovo Scrivia, l’azienda è oggi gestita dalla seconda generazione di una famiglia di soli uomini che produce non più di 200-250 strumenti all’anno, curando ogni pezzo come fosse una piccola opera d’arte. Ogni strumento necessita dalle 40 alle 80 ore di lavoro, e monta venti grammi di metallo pregiatissimo su un legno che ha stagionato anche vent’anni, lavorato costantemente nel laboratorio alessandrino. Le essenze secolari arrivano dall’Africa, e di anno in anno vengono modellate poco per volta in una stagionatura naturale, lasciando che la materia assorba l’umidità e il freddo, il sole e il caldo, e che le sue fibre si abituino ai cambiamenti atmosferici. Solo in questo modo il legno suonerà uguale in Cile o in Islanda, in Canada o in Australia, dove lo porteranno direttamente coloro che lo hanno creato. 

Niente online, niente intermediari (laddove è possibile) ma una rete di contatti attiva in tutto il mondo, e un passaparola che ha consentito agli strumenti Patricola di essere acquistati da professionisti e studenti in ogni angolo del pianeta. «Per suonare – spiegano i Patricola – bisogna essere in due, e l’armonia tra le parti deve essere totale. Lo strumento è un compagno fedele con cui vivere in simbiosi, la cui voce deve combaciare perfettamente con la nostra. Ciò che ci rende felici e orgogliosi è aiutare i musicisti a superare le difficoltà, e a vivere la musica con gioia: perché la musica è soprattutto questo, è gioia pura, e se viene affrontata in modo sbagliato rischia di condurre all’abbandono. Per questo ci commuoviamo quando una ragazzina che vuole smettere ritrova l’entusiasmo grazie a un nostro clarinetto, o quando un anziano musicista riprende a suonare dopo vent’anni perché ha provato un nostro oboe. Queste storie testimoniano l’anima e la passione che mettiamo nel nostro lavoro, e premiano la ricerca costante che sta alla base dei nostri manufatti».

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