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Dagli orti sociali alla birra al peperone

Gli orti sociali sono un progetto nato nel 2014 grazie all’impegno dell’Azienda Agricola Baggini. Un progetto nato per coniugare sociale ed agricolo.

Un volontario, Moreno Baggini e Andrea Astolfi degustano la birra al peperone di Voghera negli Orti Sociali

L’azienda agricola Baggini è una realtà storica di Voghera presente sin dal 1887 e da circa vent’anni hanno deciso di legare la terra anche al sociale. Un’idea nata dal desiderio di creare una realtà che non fosse assistenzialistica ma cercare di promuove i soggetti in condizioni di svantaggio. “Noi accogliamo ragazzi con disabilità fisiche, disabilità mentali, dipendenze o chi ha avuto un passato detentivo” ci spiega Moreno Baggini, “proprio perchè la terra permette nel modo più semplice di esprimere loro stessi, in un ambiente naturale, familiare e a contatto con la natura ed gettare le basi per un nuovo percorso di vita”.

Volontarie a lavoro negli Orti Sociali

Agli Orti Sociali di Voghera l’agricoltura è sinonimo di biologico su tutta la filiera, dal seme al frutto, cercando di conservare il processo ed i semi immutati di coltura in coltura e tutelando i prodotti tipici del territorio.

Volontarie a lavoro negli Orti Sociali

Nello specifico prendiamo in considerazione il Peperone di Voghera, che è stato recuperato grazie alla collaborazione di Pepevo di Voghera  e il Dipartimento di Scienze e studi della Terra dell’università di Pavia nella figura del Prof. Graziano Rossi. Un prodotto assolutamente tipico dell’area vogherese già dalla metà dell’800, che ha rischiato di scomparire a causa di una malattia fungina negli anni ’50 alimentata anche dalla scarsa rotazione in fase di semina dei terreni.

Moreno Baggini mostra il peperone di Voghera appena raccolto

“Ora tocca a noi cercare di farlo riscoprire e valorizzarlo cercando di farlo tornare allo splendore di un tempo”.

Il peperone di Voghera

Le sue caratteristiche sono semplici ed uniche, un peperone formato da quattro falde con un colore verde e al massimo grado di maturazione può diventare anche giallo senza mai sfociare sul rosso. Chiamato anche peperone bianco di Voghera appunto per il suo caratteristico colore sempre verde. Ha una buccia molto sottile che lo rende adatto per due ricette, il risotto ed il peperone a bagno, antico metodo di conservazione, messo in damigiane a bagno nell’aceto e mangiato poi nel periodo natalizio.

Il peperone si mostra sottile quando aperto

Il peperone di Voghera si presta molto a vari tipi di trasformazioni in altri semilavorati e grazie alla partecipazione della piccola azienda Birre Le Corti di Porana di Andrea Astolfi, il peperone si presta a diventare anche una birra.

Andrea Astolfi del birrificio Le corti di Porana

“Tempo fa ho iniziato per gioco a produrre la birra in casa” ci racconta Andrea Astolfi, “grazie ad un piccolo kit casalingo di produzione della birra che è stata la miccia per questa passione.

Alcune birre del birrificio Le corti di Porana

Dopo un paio di anni di prove, esperimenti e piccole produzioni ho iniziato a commissionare le mie ricette a terzisti. Poi la svolta e decidere di mettermi in propio e produrre in da me le mie birre”.

Una pinta di birra al peperone di Voghera

Le Corti di Porana nel periodo più difficile di questi ultimi due anni, quello martoriato dall’epidemia Covid, decide di scendere in pista e avviare un’attività produttiva ma lo fa in modo fantasioso. Grazie alla strana richiesta di un suo cliente, inizia a produrre birre aromatizzate con i prodotti della terra. Il primo esperimento è stata la zucca poi mirtilli, lamponi e molti altri tra i quali anche il peperone di Voghera.

Alcuni prodotti degli Orti Sociali di Voghera

“Abbiamo fatto qualcosa che vale la pena di assaggiare e il mercato mi da ragione.”

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